Data: 20.03.2016

Autore: Adriano Tango

Oggetto: Animalismo. Un discorso etico moderatamente antropocentrico

Nella scala dei valori, che riguarda ogni essere, propongo questa serie di priorità da soddisfare, decrescenti in quanto allargate. Etiche, in quanto ricavate dalla storia biologica degli esseri nei loro rapporti:
1. Individuo e sua promozione (io prima di te)
2. Specie, linea germinativa (umano, famiglia-discendenza)
3. Biosfera (empatia fra viventi, promozione della vita in generale)
L'etica umana si può elevare sopra tali condizioni? Solo a premesse biologiche soddisfatte. Ma queste regole sono un riscontro costante in natura? In altre parole, è una regola generale della vita quella esposta?
I rapporti di priorità si possono capovolgere. Esempio: la madre, umana o altro animale, che salva il figlio a costo della propria vita, prepone l'interesse di specie e di linea al proprio. La madre che in un raptus folle uccide il figlio dal quale si sente aggredita psichicamente, ha comportamento opposto. La lupa che allatta un neonato umano, invece di mangiarlo e far più latte per i suoi cuccioli, antepone la solidarietà interspecie. Ciò si manifesta sotto forma di istinto, ovviamente, e noi chiamiamo ciò sentimenti, comuni a buona parte del mondo animale senziente.
Ora è vero che:
a. Non abbiamo bisogno per promuovere l'individuo o la specie dell'uccisione per nutrimento a spese di animali "altri". L'alternativa vegetariana, allargata o meno, è valida, soddisfa il punto 1.
b. In ricerca sanitaria, la regola delle 3R citata dal Presidente ha un punto di eccellenza in Italia ma ci sono dei limiti nell'utilizzo di altri modelli biologici, concreti o astratti-virtuali, e concordo con un criterio di massimo rispetto: priorità di specie, punto 2.
c. In contravvenzione al punto 3, che non è un assoluto, ma una condizione di riscontro particolare, il sacrifico di vite è temporaneamente ammissibile in rapporto inversamente proporzionale alla sofferenza causata e all'attesa naturale di evento lesivo violento mortale. Nel rispetto inoltre della fiducia accordata da esseri, anche se fraudolentemente indotta in condizioni di prigionia.
Mi spiego meglio: il rischio di essere secondo natura mangiato, o premorire alla senescenza, attenua la colpa della soppressione di una vita, i quanto evento biologico fisiologico, in assenza di inutile crudeltà. Un pesce nascendo ha una quasi certezza di morire mangiato, sopravvivono solo i più grossi, un lombrico ancor più, e poi è un clone e non un individuo, tagliato in due infatti si raddoppia in due lombrichi uguali, quindi il sacrificio non sussiste, e comunque non vi è coscienza né alcun patto tacito violato. Teoricamente può esservi dolore, ma la natura ripaga se ne trae un utile, quindi non ci credo. Criterio per i punti a e b.
Secondo la logica espressa nel punto c - fiducia, uccidere con un colpo di carabina a distanza un capo bovino, come avviene, ma ancora per poco, nelle distese a pascolo della pampa argentina, a vittima quindi inconsapevole del "tradimento" è diverso che condurre al mattatoio un vitello che fino al giorno prima ti leccava la mano (i bovini sono molto affettuosi e sensibili).
Questa è quindi, secondo riflessioni svolte e dati raccolti nel mio percorso vita, la guida etica che risponde alla domanda sul "come, se non dove porre l'asticella".
Comunque, senza ledere la riservatezza di comunicazioni private di Livio Cadè, vi assicuro che nel confronto a due è molto meno assolutista di quanto possa sembrare in qualità di Relatore, anche'egli contemplando la possibilità di un work in progress nel cammino sulla via di Damasco, magari da un suo punto di vista molti chilometri più avanti della media, quindi di me.
Resta poi il problema, anch'esso etico, anche se Luca Lunardi non lo contempla come tale, dell'autolesionismo della scelta alimentare zoofaga; non per l'individuo, fatto ininfluente se ne è conscio, magari convinto del contrario, ma per la specie umana, per motivi che il Presidente stesso espone, rimarcati, fra l'altro, nella loro drammaticità ieri dalla serissima trasmissione del sabato RAI 3, seconda serata "Scala Mercalli". È etico ignorare avvertimenti che sono ormai certezze fin sull'orlo del baratro? Non è un reato contro l'umanità, non contro il solo mondo animale-altro?
Resta da vedere quindi, a nostre spese, quanto sia lunga questa via di Damasco, cioè quanto tempo ci resta prima della meta catastrofica!

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