Data: 20.01.2018

Autore: Tiziano Guerini

Oggetto: La dialettica incompiuta di John Locke

L'empirismo, come tutto l'Illuminismo, è un umanismo. Nulla di male, anzi, riflettere sullo specifico dell'uomo e delle società non solo è un bene ma è anche indispensabile perché pragmaticamente necessario. Emerge così ben presto la necessita' di approfondire ciò che si considera lo specifico dell'uomo, la sua capacità di esprimersi con il linguaggio delle parole. L'analisi del linguaggio diventa così una costante del pensiero filosofico contemporaneo, fino ad annullare il sostrato della dimensione teoretica. È una banalità sostenere che ogni riflessione sull'uomo non può prescindere dalla riflessione ontologica ? L'uomo è pur sempre anzitutto un "esserci". l'Illuminismo, e oltre, se la caverà in proposito con la dottrina dei limiti della ragione! Ma questo non significa aver la presunzione di non dover fare i conti con tutta la tradizione filosofica precedente, né tanto meno ignorare l'attualità di un pensiero che intende dimostrare come ogni realtà gnoseologica sia debitrice nei confronti di un "sottosuolo ontologico" che non si può colpevolmente ignorare. Nello specifico della filosofia umanistica di Locke, parlare della dialettica fra soggetto e co-soggetto, rimanda - non storicamente ma idealmente - alla dialettica hegeliana fra soggetto ed oggetto. Quella di Locke è una dialettica dei distinti, come avrebbe detto Croce; quella di Hegel è la piu' radicale dialettica dei contrari. Se l'esigenza di Locke è quella di auspicare dialogo, comprensione, fratellanza, condivisione fra gli uomini, e in particolare - non dimentichiamolo- fra i "civili" inglesi, allora rimane inespresso il motivo, il senso ultimo di tutto questo: il perché gli uomini debbano vivere in fratellanza e non, come stava sostenendo Hobbes, essere lupi fra i lupi. Ogni prassi o è sostenuta dalla più originale dimensione teoretica, oppure diventa un appello volontaristico, di presunto buon senso, che chiunque è legittimato a rifiutare. Solo la "dialettica dei contrari" costringe a fare i conti fino in fondo con il rapporto radicale fra l'essere e il nulla, e a gettare le ragioni ultime del nostro" esserci " come individui e come società.

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